Eccomi di ritorno dalle Frontiere. Venerdi’ mattina ho dormito fino alle 10:00, non mi capitava da mesi. Giovedi’ sera ero stanco, davvero stanco ma felice, davvero felice! E’ stata proprio una bella giornata, piacevole e appagante sotto tutti i punti di vista. Tra tutti gli eventi a cui ho partecipato finora (sia da spettatore che da relatore), Frontiere dell’Interazione e’ sicuramente quello piu’ originale e ortogonale a quanto gia’ visto.
Smart come un barcamp, piacevole come un Linux Day, prestigioso (per gli ospiti internazionali presenti) come una conferenza dal lignaggio importante, ordinata come un congresso universitario, brillante come una fiera… Insomma, Matteo Penzo e Leandro Agro’ hanno fatto (e, spero, continueranno ancora a lungo a fare) un evento indipendente di elevatissimo livello e di grande spessore. Bella anche la sede (la Bicocca, che non conoscevo), avere un evento embedded in una universita’ e’ sempre una situazione piacevole. Oltretutto, il termine “embedded” credo sia corretto: il campus milanese e’ enorme e le Frontiere erano… divorate dalla maestosita’ del posto e dal flusso continuo di studenti. La mia poverta’ culturale specifica nel tema dell’interazione (penso ad esempio alla mia latitanza/diffidenza da Second Life) molto probabilmente non mi ha permesso di cogliere tutti gli aspetti di questo evento, spero di rifarmi il prossimo anno.
Gli interventi sono stati tutti molto interessanti e vi invito ad andare su 7thFloor per rivederli in streaming.
Ancora un grazie speciale a Matteo per avermi invitato:
E’ stato anche un grande piacere rivedere Davide, amico di tante avventure fatte di risate, musica e passione per la tecnologia. Quando lavoravamo nello stesso posto, difficilmente riuscivo a presentarti come collega; ora che lavoriamo in due posti diversi, difficilmente riesco a presentarti come un ex-collega. Presentarti come amico e’ sempre la cosa migliore. 😉 Per ridere alla grande mancavano solo Andrea e Antonio, speriamo ci sia presto occasione per una rimpatriata! 🙂